Errori comuni – Prima Parte

Scritto da Gianluca Castaldo il 11 febbraio 2010

Gli errori più comuni in cui può “inciampare” un fotografo alle prime armi sono:

  1. Composizione non corretta
  2. Cattiva illuminazione
  3. Occhi rossi
  4. Foto mosse
  5. Pessime stampe

In questo post cercheremo di dare alcuni consigli per evitare i primi due, mentre rimandiamo ai prossimi interventi, che pubblicheremo a breve, per qualche dritta utile per evitare occhi rossi, scatti mossi e stampe inguardabili.

1. Composizione

A volte è la scelta della giusta enfasi con cui un soggetto è presentato che trasforma una pessima foto in una foto da mostrare con un certo orgoglio.
Ecco di seguito un paio di consigli per migliorare la composizione.

- La regola dei terzi

La regola dei terzi è una tecnica che da tempo immemore aiuta i fotografi, e ancora prima i pittori, a comporre le loro immagini. Si basa sull’idea di fondo che il soggetto/l’elemento principale di una fotografia non deve mai essere posto nel mezzo, bensì in una posizione decentrata. Immaginate lo schema del gioco del tris e sovrapponetelo poi idealmente alla scena che volete riprendere. Usate le intersezioni degli assi per piazzare i vostri soggetti leggermente, ma chiaramente discostati dal centro. In questo modo renderete la composizione più interessante e movimentata.

- Varietà

Scattate le foto da vari angoli e distanze per avere in seguito più possibilità di scelta. Provate a lavorare su composizioni sia in verticale sia in orizzontale. Spesso, basta questa semplice variazione per ottenere risultati ancora più interessanti del previsto.

- Ridurre lo sfondo

Eliminate le distrazioni dello sfondo avvicinandovi al soggetto. Oppure, se ne avete la possibilità, provate a usare la funzione “ritratto” sulla camera: questa mette a fuoco i soggetti più vicini cercando di sfocare lo sfondo. Potete avere lo stesso effetto, conosciuto con il nome di “soft focus” (fuoco selettivo), aggiustando manualmente la profondità di campo (ne abbiamo parlato in un altro post), per esempio aprendo il diaframma il più possibile.

2. Cattiva illuminazione

Fotografare bene significa catturare attimi, azioni, volti nel preciso momento in cui la luce è esattamente quella “giusta”. Ma l’illuminazione presenta tante difficoltà. Ecco quindi un paio di consigli utili sia in interno sia in esterno.

- Luce bilanciata o luce soffusa

La camera digitale si confonde facilmente in condizioni di illuminazione sbilanciate, come in presenza di luce molto forte o molto debole, portandoci a sottoesporre o sovraesporre l’immagine.
In condizioni di bassa illuminazione, usate la camera in modalità notturna o aumentate la sensibilità iso (da 100 a 200) per avere dettagli più ricchi. Usate un treppiede o appoggiatevi stabilmente contro un oggetto (lampione, tavolo…).
Con una forte illuminazione scegliete la modalità “Spiaggia”, o “Pieno Sole” se presente, altrimenti aumentate a dovere la velocità dell’otturatore.

- Scattare al chiuso

Evitate l’uso del flash diretto, piuttosto fornite più luce naturale possibile: aprite le tende o anche le porte. Oppure aggiungete qualche lampada alla scena. Il flash diretto appiattisce i colori e crea ombre evidenti e profonde dietro i soggetti, con l’effetto finale di banalizzare terribilmente i ritratti. Cercate di farlo “rimbalzare” piuttosto sulle pareti o sul soffitto usando un foglio di carta bianca.
Non fotografate un soggetto che ha dietro di sé una finestra molto luminosa o diventerà una silouette (anche se può essere un effetto interessante se fatto volontariamente e con criterio). Metteteli piuttosto di lato rispetto alla finestra o rivolti verso di essa.

- Scattare all’aperto

Cercate di avere il sole dietro di voi quando scattate ma non in asse, questo potrebbe appiattire troppo la luce. Fotografate presto la mattina o tardi durante il tramonto. Sono le cosiddette ore d’oro per scattare. Ma anche le giornate nuvolose possono non essere così male: creano un’illuminazione uniforme e senza ombre. Quando serve una luce diffusa,  questa è quindi una condizione perfetta.

Continua…

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